Oggi un altro collega mi ha rivolto una domanda che pare sia molto in voga tra i tedeschi... o almeno i tedeschi che conosco io, ossia:
"ma perché tutti gli italiani vengono all'Oktoberfest in massa il secondo weekend???"
(il secondo weekend dell'Oktoberfest è chiamato il weekend italiano, perché in quel e solo quel weekend c'è una così alta concentrazioni di italiani che la lingua tedesca in Germania non serve più, anche alcuni giornali si sono piegati all'evidenza e presentano inserti in lingua italiana, ndr)
io ci ho pensato molto, la mia mente ricercatrice ha cercato nei meandri della psiche italica un nesso tra seconda settimana e pastasciutta, vino, arte, cultura, ma niente probabilmente io e la psicologia siamo due universi paralleli. La mia mente ha vagato per mille materie cercando correlazioni impossibili, fino a quando, ricordandomi un party alcolico alla facoltà di agraria ho avuto l'illuminazione zootecnica dell'evento.
L'italiano oktoberfestino, come i salmoni, quando si appresta ad organizzare la trasferta monachese perde ogni razionalità, non ci sono partenze intelligenti che tengano, tutti, non uno escluso, salgono nelle corriere seguendo l'istinto e percorrono quel fiume di autostrada che in contropendenza li porta dalle loro case fino su a Monaco. Come i salmoni, sanno che la strada potrebbe essere lunga e perigliosa e per questa si premuniscono di mezzi di sussistenza, riempiono bauli, zaini e marsupi con viveri di ogni tipo: salami, ossocolli, formaggio, stravecchio, coppa e controcoppa (sono pochi i salmoni vegetariani... molto pochi) vin rosso, birra... sanno che quassù a Monaco poi sarà dura sopravvivere alla tedesca dieta, non si fidano del locale cibo, quindi in frotta consumano solo stinchi di maiale oppure polli arrosti, non si arrischiano in altri piatti, si narra di due salmoni che all'alba dei tempi provarono quei due piatti e poi trasmisero il sapere via DNA, come esperienza acquisita, le cameriere all'oktoberfest lo sanno vanno spedite, non perdono tempo, anche perché sanno che i salmoni italiani lasciano poche mance... almeno fin quando non hanno copulato l'ultima birra giù per il gargarozzo. Ancora si narra del salmone precisino che ha rimandato indietro una Maß di birra perché non era esattamente un litro (si può fare, ma ogni persona sana di mente sa che non lo deve fare, altrimenti la birra tornerà con un velato retrogusto renale dipendente da quello che ha mangiato l'oste nelle ore precedente).
Il salmone italiano oktoberfestino non si preoccupa dei pericoli, la lingua non è poi questo grosso ostacolo, usi e costumi del posto possono non essere rispettati, tanto come pesci saliranno e ridiscenderanno la corrente portandosi dietro un ricordo vago e snebbiato di quello che hanno fatto. Non sanno se gli è piaciuto, se se la sono goduta oppure no, ma sanno perchè scritto nel loro dna che l'anno dopo, sempre il secondo weekend dimenticheranno impegni e amici e torneranno a percorrere il fiume.
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