Questo fine settimana fino a domani a Monaco si tiene il Cinec ossia la fiera biennale sulle attrezzature cinematografiche e, visto che io lavoro per il cinema, direi che è arrivato il momento di farvi vedere cosa faccio in queste lande germaniche. Comunque visto che non voglio tediarvi con particolari tecnici, vi farò fare una breve carrellata su quello che ho visto.
Parto facendovi vedere lo stand ARRI, ossia lo stand della ditta per cui lavoro. Cosa facciamo alla ARRI? beh principalmente e tradizionalmente telecamere per il cinema, poi abbiamo il reparto luci e lo sviluppo di lenti per telecamere. Diciamo che questa è la base, poi ci sono tutti i prodotti di supporto sia tecnologici che di assistenza. Abbiamo tutta una parte per la post-produzione cinematografica, una parte per la produzione televisiva, una parte per gli effetti audio e chiaramente il rental, ossia dove i produttori cinematografici vengono a noleggiare le nostre apparecchiature.
Beh chiarmente io non lavoro su tutto, ma solo su una piccolissima parte della telecamera digitale: la ARRI D21. Il nuovo modello è stato presentato settimana scorsa all'IBC (International Broadcasting Convention) di Amsterdam e questa settimana dovrebbe aver preso il suo primo premio ossia il Cinec Awards 2008
uso il condizionale perché mi ha dato la notizia oggi un mio collega e non vorrei aver capito male... insomma come San Tommaso fin quando non vedo i festeggiamenti non ci credo.
Ma basta parlare del mio lavoro (altrimenti mi sciupo e poi è domenica e io non lavoro nei weekend) e passo a favi vedere delle altre cose. Prima di tutto due bellissimi mezzi da riprese in movimento
io per il kart avrei voluto chiedere se mi toglievano il braccio per la telecamera e mi facevano fare un giro. Nella foto si vede poco, ma quel kart può portare una cosa come 7-8 operatori.
Poi veniamo nel dettaglio di questi bracci ipersnodabili che permettono di ruotare le telecamere in quasi ogni direzione
e visto che stiamo trattando supporti per telecamera come dimenticare una steadycam
ossia quello che in Nathan Never definirebbero un esoscheletro per permettere ad un operatore di effettuare riprese mentre si sta muovendo senza far venire il mal di mare a chi poi guarderà il video finale.
Introdotta alla fine degli anni settanta la steadycam è stata una rivoluzione nel modo di fare riprese.
Si dice che io miglior film in cui sia stato fatto un massiccio uso di steadycam sia Shining di Stanley Kubrick.
Poi ci sono le console delle luci e della post-produzione digitale di colori
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delle telecamere concorrenti, perché non mi si rinfacci che non faccio vedere la concorrenza:
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e quella di destra mi preoccupa non poco eh eh eh. Ed infine vi mostro la versione evoluta di quei proiettori che sempre di più stanno prendendo piede nelle case private:
questo dovrebbe essere il proiettore cinematografico più piccolo e maneggevole al mondo... certo se riuscite a maneggiare senza troppi problemi 70kg (senza lente).
Bene questa piccola parentesi nel mondo del cinema è conclusa, non vi preoccupate non ve ne farò fare altre prima di un paio d'anni, adesso il blog torna ad essere come è sempre stato ossia "workless".
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