Ciao a tutti,
ormai questo blog viaggia con circa una settimana di ritardo, ma comunque continua a viaggiare, quindi va più che bene.
Il fine settimana scorso è stato quello del primo maggio, quindi un bel weekend lungo, un ponte. Beh per me neanche tanto visto che volendo sempre fare lo stravagante ho deciso che venerdì due maggio anche se lavoravo un po’ non era poi una gran male, i tosi da Padova sarebbero arrivati solo nel pomeriggio, la casa era già pulita e tutto era pronto per dar loro il benvenuto. Beh certo la dispensa era ancora vuota e la spesa era ancora al supermercato, se non mi lascio qualcosa da fare all’ultimo minuto non sono io.
Intorno all’una del pomeriggio saluto Michael, vado a fare la spesa riempiendo il carrello con ogni lecornia che mi passa per la testa e come mi avvio alle casse ricevo la telefonata dell’Enrica che mi avvisa che loro sono a Monaco Ovest e che stanno arrivando. Tempismo perfetto. Inforco la bicicletta, pedalo allegramente e arrivo di fronte a casa mia proprio mentre la comitiva stava scaricando i bagagli
dalle macchine.
Ehi non vi ho ancora detto chi erano i miei visitatori, allora ve li presento Bruno (venditore di beni non vendibili), Enrica (specializzanda specializzata in del giorno dopo specialità), Christian (regista), Marta (teatrante), Stefano (non io, velista), Andrea (musicista), io (nullafacente remunerato). Poi, con un giorno di ritardo, ci ha raggiunto anche la Sara (sognatrice con i piedi per terra).
Salutati tutti saliamo nella mia casetta. La stessa vedendo tutta questa gente mi ha sgranato le finestre al grido “non ci stiamo!!!”. Fidati casetta ho fatto tutti i conti.
Bruno e l’Enrica sul divano in salotto, Christian e la Marta sul soppalco, Andrea e Stefano sul materasso gonfiabile, io sul mio candido lettuccio, Sara... beh fantasia!
Tanto per cominciare bene decidiamo di farci qualcosa da mangiare, e via di pasta ricotta e zucchine, poi birra, birra e ancora birra ed infine qualche tartina al salmone. Ci perdiamo in chiacchere e la sera arriva velocemente.
Decidiamo allora di andarci a fare un giro per il centro città. Come sempre il comitato di benvenuto fa cominciare la visita da Marienplatz e le viette intorno. Devo prendermi un fine settimana per andare a scoprire qualche nuova zona di Monaco, altrimenti finisco il repertorio eh eh eh
La sera come sempre non so dove portarli a mangiare, poi mi viene un colpo di genio e li porto all’Alter Simple un tipico locale bavarese di circa 100 anni vicino a dove lavoro e dove ogni tanto si va a pranzo con i colleghi. Qua riusciamo a bere una sola birra a testa, roba che la cameriera alla fine insieme al conto ci porta anche un termometro per
accertarsi se stiamo tutti bene. Alla fine desiste, preferisce restare nell’incertezza perchè, a volte, l’ignoranza aiuta.
Dopo cena facciamo ancora una passeggiatina per digerire wurst, schnitzel e patatine varie. Come cenerentole a mezzanotte ci rintaniamo in casa per continuare a raccontarcela. All’una le ultime luci si spengono e buona notte.
La mattina del sabato sono svegliato da una giornata bellissima... e dalla sveglia, sono le sette, mi infilo la tutina da corsa ipertecnologica, le scarpe e gli occhiali strafighi e via che si va a correre. La mia idea era quella di dirigere verso l’Olympiapark, poi le gambe hano girato verso il Nymphenburg Schloss e quindi che il castello sia.
Le gambe partono rigide come pezzi di legno, residui di stanchezza dell’allenamento del touch, poi cominciano a sciogliersi e la corsa diventa piacevole e fluida, si spinge bene, certo non si vola, ma era da molto tempo che non correvo così convintamente. Dopo un’ora sono di nuovo a casa.
Intanto anche la casetta si è in buona parte risvegliata. Mi infilo in doccia, intanto gli altri preparano la tavola per la colazione. Via di latte, biscotti, frutta (mango nella fattispecie), pane e marmellata, rimaniamo circa un’ora e mezza a tavola a chiaccherare cercando di organizzare la giornata. Dopo un po’ di proposte decidiamo che la cosa migliore visto la splendida giornata è di girare at minchiam per i parchi cittadini. Si parte dal Nymphemburg, insomma torno indietro verso dove ero andato a correre. Cominciamo a girare per il lussureggiante giardino-parco che all’Enrica salta subito in mente un paragone alquanto frustrante per i padovani... si gira e mi domanda “e tu vieni a correre qua?” io mi giro replicandole “si certo”, lei “e io che mi vantavo di correre sugli argini” :-D
Dopo aver girovagato per un po’, sento una mano sulla spalla, mi giro e mi trovo davanti Achim uno dei
miei capi “Ehilà come è piccola Monaco!! bella la tua figliola!!!” (come avrete capito che ero io a parlare). Da bravo bavarese ci consiglia di bere tante birre e di farlo in fretta perchè nel pomeriggio sarebbe venuto giù il finimondo in formato pioggia. Alzo gli occhi al cielo e una sparuta nuvoletta mi saluta dall’alto. Comunque se il capo ha detto che pioverà allora vuol dire che pioverà!!!
Dopo circa tre ore di pellegrinamenti, decidiamo che è ora di tornare a casetta per il pranzo, in fondo erano pure le due. Sulla via del ritorno compriamo del tipico pane bavarese, una baguette non troppo bavarese e da Ruffini 10 fette di torta. Ridicolissima la scena, nel senso che io e l’Enrica entriamo in questo negozio di torte che ho a neanche
tre minuti da casa, in perfetto tedesco dico alla commessa che vogliamo 10 fette e comincio a indicarle le torte, allora tre di quella al cioccolato e poi comincio a indicare con il dito, questa, quella e quell’altra. La commessa ad ogni torta indicata me ne spiega le caratteristiche e gli ingredienti più importanti, Alla terza torta vedendo la mia faccia alquanto stranita per la spiegazione cioccolato bianco e composta di lamponi, decide di venirmi in aiuto e parlare italiano. PARLI ITALIANO E MI HAI LASCIATO FINO A QUESTO MOMENTO IN BALIA DEL TEDESCO???!?!???!??! MA ALLORA SEI BAST****** poi ho pensato che io faccio la stessa cosa se un italiano all’estero mi chiede spiegazione. Non ci penso due volte e gliele dò in inglese.
Arrivati a casa sotto il peso di cumuli di di pane e delle fette di torta imbastiamo il pranzo fatto a base di pane salumi e formaggio ed intanto ci organizziamo leggermente per il pomeriggio e la cena. L’Enrica decide di inaugurare il terrazzo mettendosi a leggere Linus mentre prende il sole, la Marta si butta sul soppalco, Stefano sul gonfiabile e io decido che è giunto il momento di decidere effettivamente il menù. Parlando con Bruno e Christian si decide che una grigliata per 8 persone con la mia griglietta potrebbe essere un po’ troppo impegnativa e così optiamo per solo wurst che si cucinano velocemente senza sporcare troppo. Alle cinque usciamo di nuovo dirigendoci verso l’Olympiapark dove scopriamo esserci una festa medievale a pagamento. Noi braccini decidiamo che per due ore non vale la pena di pagare il biglietto e continuiamo a girare impunemente per i verdi pascoli per poi raggiungere i nuovo megaconcessionario BMW così decidiamo di dare un’occhiata. In men che non si dica si fanno le 7.30pm, alle 8pm chiudono i negozi e alle 8.30pm arriva la Sara, quindi decidiamo di volare verso il centro per fare la spesa per la cena. Menù risotto alle erbe e feta greca, wurst alla piastra, insalatona. Basta e avanza.
Finita la spesa ci dirigiamo speditamente ad Hauptbahnhof (beh speditamente, diciamo che per la prima volta ho sbagliato a prendere la metropolitana, nella fattispecie la direzione. Fortunatamente mi sono accorto dell'errore alla prima fermata, quindi abbiamo perso solo 5 minuti) dove incontriamo la Sara e poi tutti a fare da mangiare.
Come mettiamo piede in casa prendo le redini della cucina e organizzo la truppa, o meglio la truppa organizza me, lava le erbe, sfogliale, mettile nel mortaio, aggiungi aglio e noci, poi pesta pestella. Bello e coreografico il mortaio.
Intanto c’è chi prepara l’insalata, c’è chi si occupa degli aperitivi, chi degli spunciotti, chi della consegna a domicilio degli spunciotti stessi, chi di preparare la tavola, chi dei wurst.
Alla soglia delle 10 ci mettiamo a tavola e cominciamo a mangiare, perdendoci di nuovo in chiacchere, su passioni velistiche, cinematografiche, ferie, viaggi e sogni.
Le pietanze finiscono, le birre si svuotano, le parole volano.
Si arriva ai dolci e sulla tavola ormai si contano i morti. Andrea è finito pieno fin sopra i capelli, la Sara pure, Bruno è sulla strada buona, io e l’Enrica teniamo botta e affondiamo le fauci su almento tre tipi di torte diverse. Chiaramente io attacco subito la Sacher perchè i dolci al cioccolato sono parte della mia visione del paradiso, altro che nettare e ambrosia.
Poi la Marta ci inizia ad un nuovo gioco di ruolo, o almeno per me è nuovo. Il suo nome è “Lupi nel villaggio”. L’idea è semplice si distribuiscono delle carte in modo che ogni persona abbia un ruolo nel villaggio. Due sono i lupi che di notte uccidono la gente del villaggio. Di giorno il villaggio si riunisce e decide chi mettere al rogo pensando che sia il lupo (mi punge vaghezza che questo gioco piacerebbe molto a Ratzingher) i lupi chiaramente cercano di confondere le idee. Tra i personaggi ci sono poi la Bambina, ossia uno che di notte può guardare cosa succede e chi sono i lupi. Il mago che può decidere di salvare una persona uccisa dai lupi, oppure può uccidere una persona che pensa lupo, ma può fare una sola delle due cose e può farlo una volta soltanto.
Ed infine c’è il Jolly che ha l’unico poter di creare due amanti che nel seguito si dovranno difendere a vicenda. Se uno muore muoiono entrambi.
Cominciamo a giocare. Io sono Bambina quindi mentre tutti tengono gli occhi chiusi per simulare la notte io posso spiare e vedere i lupi. Ah li vedo sono Bruno e Andrea. Al mattino mi scaglio decisamente e direttamente contro Bruno!!! senza troppi giri di parole dico “E’ lui il lupo!!! Impalatelo che odio l’odore dei peli bruciati!!!”... il popolino per tutta risposta decide di impalare me perchè diffidente verso chi ha le idee troppo chiare. La Bambina ha imparato la lezione, la prossima volta vende le chiappe ai lupi e che il popolino faccia la fine di Dogville!!!
Nella seconda partita sono un villano normale, non faccio tempo ad aprire bocca, che mi impalano la seconda volta consecutiva. Che amarezza. Tu sei buono e ti tirano le pietre.
Alla terza partita sono finalmente lupo!!! e qua mi vendico!!! faccio una strage tra quelli che nel popolino nelle partite precedenti ha instigato al mio impalamento. Lo sapete sono uno che non se le prende eh eh eh
Alla quarta e ultima partita per non sbagliarsi il popolino mi impala per la terza volta ingiustamente. Solo perchè come Pasolini avrei potuto scrivere “Io so” riferendomi al fatto che Bruno era di nuovo lupo.
Alle tre finiamo di giocare e dopo un giro di tisane al miele decidiamo che è ora di dormire un po’.
Domenica mattina facciamo sempre una delle nostre chilometriche colazioni, finiamo le torte rimaste
dalla sera precedente e poi ci dirigiamo all’English Garden, dove saluto i miei amici del touch che sotto uno splendido sole si sono lanciati in mille e una partita.
Noi continuiamo a passeggiare, poi decidiamo per un pranzo veloce alla torre cinese, ed infine ci rechiamo di nuovo verso casa dove i miei visitatori hanno preso i loro bagagli, li hanno caricati nelle macchine e sono tornati in Italia, io mi sono fatto una doccia e mi sono ficcato a letto. Loro sono arrivati a Padova alle 8pm, io mi sono svegliato che erano le 8.30pm eh eh eh
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